FassaFalcons 16.10.2025
Comunicati Stampa
16 ottobre 2025

in ricordo di donato

È ancora vivo in noi il ricordo di Donato Scola che, tra l’incredulità e il dolore di famigliari, amici e conoscenti, ci ha lasciati da pochi giorni stroncato da un male incurabile.

Classe 1965, il prossimo 6 novembre avrebbe festeggiato 60 anni. Tuttavia, per lui il destino malevolo ha deciso diversamente. Quel destino subdolo e vigliacco che allo stesso modo si portò via papà Gianmario nel 1990 (al quale è intitolato lo stadio di Alba di Canazei). Entrambi stroncati prematuramente, ma tenaci guerrieri sino all’ultimo, pronti a parlare sempre dell’amato hockey con chi li andava a trovare. Entrambi ancora con tanto da dare nella vita e nello sport. Donato aveva, infatti, ereditato la voglia di fare e di vivere che il papà gli aveva trasmesso.

Come buona parte dei bambini locali, anche lui è stato un prodotto del florido vivaio fassano. In seguito è approdato anche in prima squadra verso la metà degli anni ‘80 e in nazionale Under 20, con la quale ha preso parte al mondiale di categoria nel 1984. Attaccati i pattini al chiodo abbastanza presto, si accorge di essere un polivalente nelle discipline sportive.

Ha condiviso con Fabrizio Valeruz, il suo più grande amico, gli anni migliori del volo libero a cominciare dal deltaplano, per finire con il parapendio. Fabrizio, nel ricordarlo con commozione, racconta che non potrà mai dimenticare quei tempi meravigliosi quando partivano in 10 amici con uno dei camion dell’azienda di Donato, tutti stipati nella cabina e i 10 deltaplani legati nel cassone. Andavano in giro per il nord Italia a disputare le gare di Coppa Italia... Poi Donato aveva scelto il parapendio e, in un crescendo di risultati, nel 1988 era diventato Campione Italiano.

Ma non solo. Aveva anche la passione delle auto. Con la sua potente Delta ha preso parte per anni a gare importanti di rally su neve e ghiaccio a Cortina, Auronzo e in altre zone famose delle Dolomiti. Insomma, uno sportivo a tutto tondo.

Nel frattempo, con Elena, aveva costruito anche una bella famiglia. Il figlio Gianni (guarda caso) è diventato uno dei portieri di scuola italiana più quotati ed ora, dopo sette anni ad Alleghe, è tornato alla “casa madre” per difendere la porta dei Falcons. Mentre la figlia Francesca è un’apprezzata maestra di sci. Va detto però che l’hockey su ghiaccio ha continuato ad essere per Donato una parte fondamentale della sua vita.

Gli è sempre rimasto nel cuore. Il ragazzino che aveva ricevuto questa passione dal papà è cresciuto e l’ha naturalmente trasmessa a Gianni, e dalla scorsa primavera era diventato vice Presidente della Sportiva HC Fassa Falcons. Ed anche se la malattia nel frattempo si era già manifestata, è stato un elemento fondamentale nel contribuire all’allestimento del nuovo assetto societario del sodalizio ladino.

Ciononostante, l’alieno che albergava dentro il suo corpo non è sceso a patti e non ha fatto sconti. In questi mesi lui, che di avversari nello sport e nella quotidianità ne aveva affrontati tanti, spesso battendoli, questa volta ha dovuto soccombere definitivamente, senza appello.

Seppure lottando, combattendo e rifiutandosi di alzare bandiera bianca, con la tempra del guerriero che gli è stata unanimemente riconosciuta. Donato ci ha lasciati poche ore dopo la splendida vittoria del Fassa a Cavalese, nel derby dell’Avisio con il Fiemme.

Non lo sapremo mai, ma vogliamo immaginare che se ne sia andato con un sorriso di soddisfazione, avendo visto il figlio che era in campo a difendere la porta dei Falcons nonostante il grande dolore che lo angosciava. E raggiunto il papà Gianni (come lo chiamavano gli amici) gli avrà detto: “Hai visto cosa ti porto?

Una vittoria speciale, con in campo tuo nipote che ha dato una lezione di carattere e di forza che rimarrà nella storia dell’hockey fassano e della famiglia Scola”.

Giorgio Pedron